giovedì 17 aprile 2008

NOTIZIE DAL MONDO



Sta correndo all'impazzata il datario sul comodino del direttore, nella sua gioviale dimora anconetana, un Aprile che vuole tornare subito in letargo, giorni che si fanno solo sfiorare, nn vivere, dalla mattina, quando la mano si muove sul comodino, facendosi spazio tra la ba giure ed i libri, nel cercare quella maledetta sveglia, alla sera, quando la stanza si tinge d'arancione, alla luce della lampada, fuori è silenzio, e per qualche secondo prima di coricarti, ti sembra di essere davvero solo, solo ma felice....
Le ultime settimane, sono state davvero pregne di news, la redazione è stata letteralmente bombardata, tanto che il silenzio di questi giorni su "Are you in?", è stato causato da un leggero collasso burocratico, che ha fatto ingolfare appena, questa continua macchina di informazioni.

Il sipario si apre con lo sport: lo sportland di Grottammare, apre le porte, ad una partita che sa di buono, di primaverile e perchè no, di comico, un incontro in cui si predica il calcio, non nella sua complessità, ma bensì nella sua essenziale semplicità.

Tra tutti i partecipanti, 2 sono risultati essere le sorprese della giornata:

NITRO, ormai soprannominato "il tronco", per le doti di torsione e stacco di cui è dotato: una prestazione esilarante la sua, distribuisce a suon di sponde, e finalizza, raccogliendo al volo una rabona del signor Immediato.
Il suo passo da gambero spesso, disorienta l'avversario che rimane inerme davanti a co tanta inventiva, e si prostra, scoprendo la porta al talentuoso albense: RISCOPERTO.

RANIERO: torna a galoppare su un campo verde dopo tanto tempo e qualche kilo in meno fa, ma quelle che sono le sue caratteristiche brillano sempre, anche se nel mezzo di una prestazione piatta.
Inizia caricandosi un vero e prorio frigo SMEG, sulle spalle, per poi passare Più tardi ad una lavatrice, ed infine ad un micro-onde.
Con il passare dei minuti, gli torna alla memoria come si pratica il giuoco del calcio, e lo dimostra con una cavalcata palla al piede, ed una stoccata da fuori area, con il portiere ipnotizzato, ed il pallone che si stampa sulla traversa, tra il boato crescente del pubblico, e dello stesso cronista. Il talento c'è, è solo appannato da qualche kilo: APPESANTITO.

Sono passate 2 settimane ma nn è facile buttarsi alle spalle quella sera: IL CAVALLO DI FUOCO, dopo anni di folklore allo stato puro, dopo decenni di festa paesana, e usanze passate da padre in figlio, sè stato ferito dalla virulenza e dal chiasso, tra le grida dei giovani ed i sorrisi dei più maturi.
Agli arresti domiciliari, è finito Maruzzo S. pessimo esempio di degrado e disagio giovanile, al suo fianco, ricoverato da una settimana in clinica psichiatrica, Marchei A., affetto da una rara forma di schizzofrenia maniacale.
Il destino a voluto che anche le forze oscure, infestassero Ripatransone: la mattina dopo la festa folkloristica, nelle campagne ripane, è stato trovato un esponente del gruppo satanico ormai noto come "Le bestie di satana", accasciato accanto ad un braciere, mentre intonava canti aramaici, tenendo in mano una foto di Berlusconi: sacro o profano?

Non posso di certo tralasciare Urbino, che ha aperto ancora una volta le porte al sottoscritto, che ingenuamente, ha accettato di trascorrere la nottata, tra le interminabili vie della piccola città universitaria, al fianco del solito Nitro. Risultato? Acido azotidrico allo stato puro.
Potete immaginare il fantastico risveglio, con il sottoscritto che poggiava la terza bottiglia d'acqua vuota all'una, e Nitro che vaneggiava e delirava avvolto nelle coperte, voglioso di Supradin.

Voglio concludere citando il Semonado e Silvia tornati in patria, scortati a casa dal sottoscritto, Laura ed il commendator Egidi, con tanto di sosta al ristorante e pseudo sbornia incorporata.
Questo concentrato di notizie, è cosi terminato, e tra una risata ed un sospiro, vi saluto e vi bacio caldamete sulla fronte....

PS: una notizia dell'ultim'ora; Middio Traini dopo il susseguirsi di sventure che lo hanno costretto a letto, è ricaduto dopo il sonoro 3 a 1 contro Alino.
Gli facciamo un forte in bocca al lupo, e come direbbe il suo pupone "Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo..."






venerdì 28 marzo 2008

TVt-anto male


Tra le ombre e le luci, dell'interno 5, ormai la tana di menti tormentate da costanti e funeste tempeste umorali, fissando quella scatola quadrata, piuttosto ingombrante, che una volta si chiamava tv, e che una volta faceva tv, mi stavo seriamente chiedendo sino a che punto può arrivare la follia umana.

Ricordo con un sorriso sulle labbra, quando la mia mamma mi parlava del carosello: "Erano i 5 minuti, che tutti i bambini aspettavano con anzia, prima di coricarsi", diceva, e con lo sguardo riviveva quegli attimi, quando ancora la televisione era un ufo, caduto sulla terra, e la radio era la migliore amica di tanti lavoratori, nelle loro umili botteghe.
Poi timidamente, mentre i mesi passavano in bianco e nero, attaversando il loro periodo più oscuro, negli anni di piombo, i colori sono esplosi come coriandoli, su vecchi e giovani visi dell'epoca, stendendo il tappeto rosso ai primi programmi televisivi, con le loro riprese sfocate, e le loro leggendarie scenette, che ancora oggi di tanto in tanto, ci fanno sorridere.

Certo che allora, vedere una coscia o una caviglia, era paragonabile ad un film di Tinto Brass dei giorni nostri, poi non vi dico una scollatura millimetrica, che poteva essere considerata benissimo, come una svergognata pellicola della Moana dei tempi d'oro.

Al giorno d'oggi, districandosi tra palloncini di silicone e liposuzioni, l'altro estremo ha preso il sopravvento: immaginate come può crescere un bambino, dopo anni di ipnosi di fronte alle pioniere della prostituzione come la Yespica o la Fabiani, che agitano le loro forme mozzafiato,
anestetizzando i cinquantenni e deviando gli adolescenti.
Questo povero bambino d'oggi, arrapato come un caimano, schiavo di queste dee da televisione, che trova sfogo, solo sopra la tazza del bagno, come può crescere senza turbe sessuali?
Pensate la sua faccia, quando per la prima volta toglierà la cannottierina, alla sua innocente dolce metà: pensate al suo sguardo, quando riuscirà a scorgere quei 2 brufoli acerbi, quei seni ancora privi di quei cm che fanno una donna....
Allora tornerà a casa deluso, continuerà il suo hobby chiuso nel bagno sempre più spesso, battendo ogni giorno il chiodo più violentemente.

Poi un giorno..."ECCOLA....non importa che non sappia una parola di Italiano, o che rutti a tavola, ma che sia come loro.... ..bellissima...."

"Non è vitale sapere quanti letti ha attraversato o quali sono i suoi principi in una storia, ne se il suo interesse è proiettato alla cassaforte del mio cuore, o alla cassaforte, punto..... l'importante è che i suoi seni siano quelli della tanto amata showgirl del "processo di Biscardi" (centro di smistamento, donne dai facili costumi), e le sue labbra ad ogni sua parola mi facciano morire, senza interessarmi di ciò che dice."

Mio Dio quanto fanatismo in queste parole, quando disfattismo e critica, ma c'è solo da aspettare un altro pò di tempo se volete conferme.....

Non si può negare quanto frustrante poteva essere il perfetto opposto, quando per avere un abbraccio da una ragazza, dovevi prima passare la prova "Pranzo con i suoi", ed avere il loro avallamento, contare almeno 15 appuntamenti prima di darle la mano, ed un altro mesetto, per convincerla a salire in macchina......
Dopo quest' arduo e tortuoso percorso, quando la situazione ideale sembrava arrivata, era fondamentale non farsi tradire dall'istinto, muovendosi con cautela sulla sua maglietta, senza passare mai la soglia della permissività: in tal caso, schiaffo, figura di merda, 2 di picche, e l'unico bacio che avevi, era quello della mamma quando tornavi a casa...

Detto questo, dopo aver patito le pene dell'inferno, sapevi che la persone che stavi baciando sarebbe stata la tua lei, probabilmente per sempre.

Salviamo le nuove generazioni, salviamo i loro pistoncini idraulici, ormai schiavi dei vari "Uomini e donne" o "GF", diamo a questi giovani e vogliosi fringuelli la possibilità, per un prox futuro, di scegliere non solo con il glande, ma anche con la testa.

Iscrivetevi anche voi all' "ASSOCIAZIONE CONTRO LE DONNE DAI FACILI COSTUMI", prima di combatterle, è necessario purgarle....


La nostra fortuna, è stata quella di essere nati e cresciuti, con una televione ancora guardabile, ma in lento declino;
la sfortuna dei giovanissimi, è stata quella di nascere e crescere con una televisione, che ha terminato il suo declino......

Non ci credete????Accendetela e guardate!!!!!

sabato 15 marzo 2008

Senti che pioggia...


Fino a qualche settimana fa, le nostre giornate, si crogiolavano nel grigio e rigido inverno adriatico, un inverno lungo e statico, un ottimo motivo per riscoprire il rosso di un caminetto, o il piacere di camminare tutto il giorno, sulla soffice e calda moquette di casa, o rimanere nel letto ad occhi sbarrati, mentre fuori la pioggia, lava le strade e picchia sulle finestre, ricordandoci che questo "è il suo momento".
La pioggia, vecchia portavoce dell'inverno, a volte un sussulto, altre un uragano di suoni, tante volte irritante e imprevista, sfacciatamente viene giù, accompagnata dal vento, fedele compagno di viaggio.
E' sempre lei, che, soprattutto in questi mesi vestiti con sciarpa e guanti, ci fa conoscere meglio noi stessi, alla luce tenue di una tv, o dallo spiraglio di una persiana, mentre scrutiamo fuori, un inverno sempre troppo lungo;
Quante voltela pioggia, ha fatto da colonna sonora, a quei momenti di intimità, nella penombra di una camera, nel filo di luce che scivola sulle coperte aggrovigliare, dandoci la sensazione che il tempo si fosse fermato tra quei spasmi e quei teneri movimenti, ed il suo ticchettio sui cornicioni è un vero e proprio motivo per stringersi più forte.
Mi piace definire l'inverno, come "l'inventario" di ogni anno che trascorriamo, un resoconto di noi stessi, fatto nelle tante occasioni di solitudine che esso ci offre, prima di lasciare il passo allo stupore primaverile, ed al brio estivo.

Così, mentre il sole di Marzo, ha già iniziato le sue progressive apparizioni, il tepore di una tanto sospirata mattinata di sole, ci ha già catturato, iniziando a mettere via quei pomeriggi da pantofolai, schiavi dei nostri pensieri, e spalancando le porte alla stagione più "Free" dell'anno, in cui anche il cervello troppo spesso va in ferie....

Il sole di questi giorni, mi ha dato una carica tale da non voler più chiudere gli occhi, per vedere tutto ciò che mi è mancato in questi mesi...tra cui anche la PATENTE.....

Per chi ancora non sapesse la notizia, insieme alle rondini, al tepore ed alla luce che da troppo ci mancava, è tornata danzando come una foglia sotto il vento autunnale, la mia patente, più' rosea e nuova che mai....

Vi auguro di godere di ogni singola stagione, come ho fatto e faccio io, FORSE AIUTATO DAI 6 MESI DI PASSEGGIATE....

lunedì 18 febbraio 2008

SINGLE vs DOUBLE


E' una notte fredda quella del 14 Febbraio, la danza serale delle piante è iniziata,  ed il loro fruscio, sembra essere un orchestra sotto il soffio gelido del vento;
per le strade, c è ancora uno strano via vai di fari, mentre le luci dei ristoranti al lato della strada, sembrano illuminare ancor di più, i marciapiedi ormai deserti.

Nell'aria si libra qualcosa di diverso stasera, si festeggiano le dolci parole ed i baci appassionati, le carezze e le dita tra i capelli, si ricorda il primo appuntamento o il primo sguardo, questa sera è la festa degli innamorati, quei pochi che possono dire di esserlo;

Stasera le mani si sfioreranno, e gli occhi avranno fame di occhi, sotto la luce arancione di una candela, le labbra già impazienti, pronunceranno parole proibite, che sfoceranno in un caldo sorriso d'intesa.
Tutto che di più bello c'è stato in una coppia, si sfoglia stasera, lasciando fuori dalla porta, almeno per questa notte, le bugie, le incomprensioni, ed i tradimenti di giorni passati;
 i litigi, i pianti e l'insoddisfazione, stasera sono di un altro mondo, anche se solo per stasera.
Ed invece noi SINGLE, poveri cani randagi, ombre furtive, in questa notte così pregna di amore, giriamo per casa in pantofole, indifferenti e saggi, convinti di poter scegliere, ma ignari di essere scelti, e mentre SAN VALENTINO fa tintinnare i calici, gli stranieri di questa notte, i latitanti d'amore, si staranno stringendo nelle loro coperte, chiedendosi quanto tempo dovrà ancora passare, quante ragazze o ragazzi conoscere, e quante delusioni incassare, prima di innamorarsi davvero.
Nonostante qualche volta, la malinconia ci venga a fare visita, nei nostri letti freddi, o una notte di sesso, non serva per far passare quel senso di vuoto, noi "Libertini" per eccellenza, continuiamo a scrutare i volti fuggiaschi che ci scorrono davanti, le volte soffermandoci, le volte no, in ogni occasione più esigenti di prima, ma comunque speranzosi.

Tante belle cose a tutti gli innamorati, 
tanti auguri di imminenti chiarimenti ai finti innamorati, 
e spero vivamente a chi ricorda d' avere una dolce metà, solo in questo giorno, di mollarsi il prima possibile.
A tutti i lupi e le lupe solitarie non auguro niente, dato che sicuramente se la stanno spassando...

PS: Una persona, qualche tempo fa, ha detto che si sarebbe esposta, in un articolo del genere....sto aspettando


giovedì 7 febbraio 2008

RICORDO


Soli in una stanza, persi nel fluttuare dei pensieri accade a volte d imbattersi in un vuoto d’aria, una sensanzione irreale,un silenzio assordante ke si consuma in un battito d’ali, ci avvolge e scardina le nostre difese…
a quel punto il ricordo impetuoso arriva…
ci investe con tutta la sua forza sollevandoci da terra;
sbalzandoci con violenza;
che sia contro un muro di piume o più spesso contro un muro di cemento, idee speranze illusioni, cozzano,stridono nell’urto ,lacerano l’animo aprendo ferite, fortificandoti o magari avvilendoti.

Il ricordo può essere spietato, ti caccia, nn dà tregua,tu scappi ad occhi chiusi, corri e ti nascondi, svesti te stesso per sfuggirgli camuffandoti da sconosciuto per tutti, anche per te stesso,
ma lui ti bracca, conosce il tuo respiro e ti mette con le spalle al muro.

Il ricordo può essere amabile, leggero;
arriva come la brezza d’estate e lentamente ti avvolge, ti culla sussurrandoti all’orecchio parole rassicuranti, ti calma, ti accarezza, ti fa correre senza che ti stanchi.
Lentamente, senza fretta scorrono immagini di quello che è stato, si affacciano visi e luoghi,
incontri e scontri dal sapore dolce.

A volte un ricordo ha un sapore particolare, una dolce amarezza che si fa strada tra le pieghe della mente , prima lentamente,
poi sempre più velocemente si insinua con precisione chirurgica nei tuoi pensieri;
si impossessa di te;
ti fa nascere vivere e morire mille volte in un istante,
vivere per rivivere,
convincendoti ancora una volta che sarà l’ultima,
l’ultima rievocazione d uno sguardo che il tempo ha fermato in modo inaspettato,
l’ultimo brivido che corre ancora lungo la schiena, sottopelle, devastante, incurante d come t fa sentire, mentre i tuoi occhi guardano lontano, guardano quella mano che stringendoti troppo in fretta t ha bruciato,lasciando una fertita dolce,un tormento allegro mentre tutto svanisce ancora una volta lasciandoti solo.
solo con il tuo ricordo.

Giovanni Butterin

Scritto per tutte quelle persone che c toccano oltre il muro dove spesso amiamo nasconderci.

domenica 27 gennaio 2008



E' strano, come queste righe, si stanno materializzando, e strano come le dita siano fluide sulla tastiera, è strano il mio stato d'animo.
Questi pensieri  tramutati in lettere, non sono ne un dovere, ne una moneta di scambio, sono semplicemente tanti interruttori che si accendono di nuovo dopo 2 anni, ad illuminare una via che ormai sembrava chiusa e buia, un sentiero che evocava sorrisi, pacche sulle spalle ed un calore che non appartiene al mondo del lavoro, che il sottoscritto conosce.
Dopo 2 anni ho varcato ancora quella soglia, con la paura di non trovare più la stessa oasi felice, o magari con il timore di essere cambiato io.
Ho cercato, muovendomi tra i dubbi di chi è mancato per troppo tempo, di scrutare tra i tanti volti nuovi, di trovare una briciola di quello che avevo lasciato.
Ma il mio più grande punto interrogativo, il mio muro invalicabile, erano coloro che mi avevano stregato un anno prima, le persone che mi avevano accolto come il piccolo Alessio, e mi avevano accompagnato, davanti al bivio del mio futuro, facendomi sentire forse per la prima volta, GRANDE.
Queste stesse persone, nonostante la lontananza, nonostante 2 freddi inverni di indifferenza e distacco, hanno saputo leggere ancora dentro di me, non lo statico bisogno economico di uno studente, ma la voglia di riprendere ciò che era finito troppo presto, stroncato e portato via dal vento degli eventi.
Dopo 2 anni, tra quei corridoi, ho respirato ancora l'aria che tanto mi mancava, la frenesia del lavoro mattutino, lo sfottò tra colleghi, la piena complicità con un cliente, la sua fiducia verso il tuo lavoro, il complimento della tua caporeparto, tanto piccolo, eppure cosi grande, l'onore di poterti ubriacare con il tuo direttore, ed il suo calore amichevole nel cingerti le spalle.
Non importa quanti altri bivi incontrerò, quante e quali strade sceglierò di percorrere ne quanto tempo impiegherò per farlo, ma una cosa è certa: quel sentiero dietro di me, che per troppo tempo è rimasto nell'ombra, oscurato dagli eventi, d'ora in poi brillerà, di tutti i bei momenti che mi avete regalato.
Voglio ringraziare tutti i custodi del reparto montagna, attente sentinelle dei corridoi più prestigiosi del negozio (che nessuno me ne voglia), da MANILA, felice neo sposa,
 a MANUELE, il Carlos Santana dei poveri, 
CRISTIANA, sempre pronto a prostituirsi per qualsiasi reparto, 
MATTEO, per gli amici FISICO, 
LUCIANA, tanto dolce, sotto la sua fredda armatura, 
ANNA, la mia rigida ma amorevole mamma di reparto, 
ANDREA, con il suo radar capta gnocche sempre accesso,
ELIO, con la sua passione nel riordinare doposci,
e LUIGI, un amico di una sincerità, come pochi.
Nel suo privè, all'angolo del negozio, tra una freccietta ed una canna da pesca, spero possa arrivare il mio ringraziamento a ROCCO, che ho riscoperto nell'ultimo mese, 

un grazie speciale va alla reginetta dei camerini, ELENA, che ho scrutato per la prima volta negli occhi all'ultima cena, e in quel poco che mi ha concesso, ci ho visto una ragazza che potrebbe farmi perdere la testa....
tra una panca e un tapiroulan, abbraccio forte il signor GIANLUCA COLLOVINI, che ho lasciato come una persona onesta, ed ho ritrovato come una persona onestamente speciale;
nell'ombra del laboratorio, con il suo grembiulino nero e la sua faccia da schiaffi, mando un caloroso saluto a GIANFRY, narratore di aneddoti mattutini e grande maestro di vita;
una pacca sulla spalla all'inesauribile VITTORIO, un "GRANDE", al mitico ANTONINO, ed un abbraccio a DOME', una dispensa interminabile di bontà e calore fraterno;
Saluto DANIELE, degno avversario di ping pong, 
NASTASIA, gli occhi blu più dolci del mondo, e tutti quelli che lavorano in questa grande famiglia.
I miei ultimi ringraziamenti vanno al Signor Giuseppe Mascetti, che pezzo per pezzo, è riuscito ad unire l'efficienza professionale, ad un folle amore per il proprio lavoro, sfociando in un mare che si chiama Decathlon di SAN BENEDETTO DEL TRONTO.
Grazie, per avermi scrutato ogni volta e non guardato, grazie per esserti sforzato non di sentirmi, ma di ascoltarmi.
Non potevo far altro che tenerla per ultima, come la star dietro le quinte mentre il pubblico rumoreggia, la persona che dopo tanto tempo, mi ha ricordato che il lavoro fatto di orari, vincoli, sacrifici e tensioni, è solo un parola, la miccia che ha fatto riaccendere l'incendio, la chiave giusta, per smuovere i miei ingranaggi emotivi, una persona che ho lasciato venditrice e ritrovo con immenso piacere, caporeparto.
Grazie a Monica Macci, che nelle mie insicurezze, le mie trame mentali ed i miei limiti, mi ha fatto sentire come non mi sentivo da tanto tempo, accompagnandomi ancora fino alla soglia, sussurrandomi nell'orecchio, consigli e parole di cui farò tesoro.
A presto
                                           Alessio Piergallini



domenica 20 gennaio 2008

VIVIdiBIVI


Dopo giorni di silenzio forzato, i tasti tornano a battere sul nero fondo del blog, anche se con rammarico ho notato, che nonostante il mio annuncio, nessuno si è affatto avanti, per un possibile aiuto, nello sviluppo di "Are you in?".
Questi sono stati giorni duri, freddi e grigi per le strade della malinconica Ancona, ora più che mai addormentata nella sua nebbia, e nel suo inconfondibile silenzio religioso.
Proprio ora, mi sento distaccato, ma bene, magari alla luce di una lampada da scrivania o sotto il neon di un'aula, mentre tra una riga e l'altra, saltano fulminei, i pensieri di un anno, passato ancora troppo veloce, un anno che ha lasciato un segno indelebile, un anno che mi ha graffiato, ed ancora ne sento il dolore.
Avverto il bruciore di un lavoro che ha scavato dentro di me, più moralmente che professionalmente, una violenza tagliente e rapida, fatta di gesta, sguardi e sussurri, colpi che mi hanno buttato giù, nell'ombra del dubbio, nello sconforto di una scelta magari poco ponderata, chiuso nella morsa stretta da me stesso.
Sono stati giorni che hanno forgiato il mio orgoglio, giorni che mi hanno imposto di crescere, cha hanno fatto uscire l'Alessio peggiore, magari più insopportabile, ma sicuramente più vero di un sorriso avvelenato o di una promessa falsa.
E' stato un anno che ha cancellato altri nomi dalla lista degli amici, o ne ha lasciato un leggero segno tra le righe, un anno che mi ha tolto tante maschere e sfornato delusioni, un anno che mi ha trovato lavoratore, con i miei orari, la mia routine e le mie tempeste mentali, e mi ha lasciato studente universitario, naufrago di nuovo, nel mare dello studio, ancora operaio nell'impalcatura per il mio futuro, ma libero di disegnare il mio avvenire.
Eccomi nel 2008, pronto a rimettermi in gioco, circondato da nuove comparse, che fanno da sfondo a questa pellicola iniziata il 16 Ottobre, dove non esiste più la sicurezza del lavoro, ma solo un tempo ed un obiettivo, mentre le tasche risuonano vuote, nella corsa per arrivare.
Guardo con ammirazione chi alla mia età, ha già attraversato questo cunicolo che si dirama tra le distrazioni giovanili, e si apre in superficie, dove la luce è forte, e fa paura qualche volta.
Qualcuno di noi in questo anno dovrà fare delle scelte importantissime, magari per la vita, bivi che si ripresentano per l'ennesima volta, o bivi che incontreremo in un unica occasione, quelli che continueremo a guardare, voltandoci indietro, ma continuando ad avanzare.

Ringrazio tutti quelli che per pazzia o sincero interesse, hanno avuto il fegato di comprare il cd "Just one", e chi ha preso questo spazio non come un parcheggio di minchiate, ma come un modo per ritrovarsi ancora, come una volta, quando l'unico impegno erano i compiti per casa, e le parole non erano ponderate come lo sono ora.
Buon Anno a tutti
PS: E' con grande rammarico che sollevo il fidatissimo Marco Vicari dalla carica di redattore, dato il suo progressivo distacco da questo blog, sicuramente giustificato da altri impegni.