Polvere e lacrime ,Esistono cose che possono essere scritte o dette, senza cadere nei soliti cinici luoghi comuni?
Preferisco bisbigliare queste parole, alitare la loro asprezza solo per trovare uno sfogo personale per questa tragedia.
Con timore parlo di questo inferno, ma nn per la calamità, sia essa terribile, ma perchè mi sento piccolo e stupido, di fronte a quella gente che grida e piange tra la polvere delle loro case, perchè sinceramente, come penso tantissime altre persone, vorrei caricarmi un briciolo del loro dolore, vorrei poter farmi male, come se servisse ad alleviare le sofferenze, vorrei solo capire......
Polvere e lacrime mentre una nazione intera piange una città decapitata, un boia che viene dalle viscere della terra, forse dall'inferno, mentre tutto ciò che rimane di quel ridente capoluogo tra le montagne, sono visi bianchi di polvere, rigati da lacrime come tanti pierrot, mani ferite, smaniose di scavare tra le rovine, e singhiozzi rivolti al cielo.
Polvere e lacrime in quella famiglia che poco piu di 70 ore fa, stava cenando con la tranquillità quasi sacra di una domenica pomeriggio di Aprile, e ritrovarsi poco dopo con l'esistenza tra le mani, mentre tutto ciò che hai costruito in una vita, sparisce in trenta secondi.
Polvere e lacrime per quella povera gente, che oltre al flagello naturale, deve sopportare anche quello mediatico, che sfrutta, graffia e ferisce, passando in un men che nn si dica dall'informazione, all'asfisia.
Polvere e lacrime in questo triste mese di Aprile, dove ogni parola è vana ed ogni esempio stupido, dove per la prima volta l'uomo è piccolo come un granello di sabbia, inerme come un lattante tra le braccia della sorte, spaventato dall'incontrollabile.
Polvere e lacrime sono le cose che quella gente ricorderà per tutta la vita, mentre l'Italia, paese perennemente diviso, ora si stringe nel lutto dell'assurdo perche troppo innocente, in un dolore che forse neanche la fede è capacie di alleviare.....
giovedì 9 aprile 2009
domenica 8 marzo 2009
DONNE, du du du

Passano i giorni, le lune e gli esami, passano i mesi i compleanni e gli stipendi, ma la voce del blog non si ferma: continua il grido, anche se Più di rado, di chi ha qualcosa da dire, o da farfugliare, tanto per combattere gli ultimi temi estremamente interessanti, che ci propone facebook: "Quanto 6 sexy?"; "Che personaggio della walt disney 6? ; "Sei un tipo da super alcolico o vino?"....
Mio Dio come siamo cambiati e come stiamo cambiando per la fine di questo decennio, un'intera generazione che fino a qualche tempo fa sgommava sul cinquantino, ora si è tuffata ad occhi serrati nell'abisso del lavoro e delle responsabilità; i genitori, antiche sentinelle della nostra giovinezza, ora silenziosi complici e instancabili dispensatori di consigli, gli amici, immancabili vicini di posto verso la maturità, mentre si discute guardando la vita fuori dal finestrino;
Poi ci sono loro, satelliti della nostra esistenza, il siero della felicità ed insieme il flagello dell'uomo, inebrianti e destruenti come la droga, fragili e innocenti boccioli di rosa prima, carnefici spietate un attimo dopo, ipnotiche come medusa e sfuggenti come il mercurio.
Cosi come il sole dall'alba dei tempi ci regala la vita, loro ci hanno regalato il diritto di essere uomini, nascere tra le profondità dell'affetto materno, scoprire con timore l'esistenza di un sesso diverso dal nostro, e nella pubertà, esplorare con mani timorose quelle terre ignote, capaci di turbare i nostri pensieri.
Sempre loro sono state quelle che hanno svoltato i momenti più memorabili dell'adolescenza, tra serate annegate nell'alcool e lenzuola intrise del loro odore, le abbiamo venerate aspettando un sms o uno squillo, o le abbiamo sfruttate, con un pizzico di piacere allontanandoci dal letto come fuggiaschi;
A volte le abbiamo innalzate come idoli, schiavi nella loro femminilità, per poi gettarle come stracci, persi tra le propaggini delle loro menti contorte, noi vani esploratori del loro universo, sempre convinti di aver trovato una nuova America, per poi finire di nuovo con le lacrime agli occhi.
Ci irritano con il loro sgomitare ed il loro alzare la voce, le loro sigarette nervose ed i pianti isterici, le detestiamo e le desideriamo quando si donano maliziose agli occhi di tutti, godendo di quegli sguardi posati addosso.
Sono cambiate le donne, non sono più quei dolci angeli che si innamoravano dell'uomo, si tuffavano dentro di lui, e li crescevano, voraci di passioni e bisognose di protezione, per poi invecchiare ed appassire senza il minimo rimpianto di quel si.....
Oggi ci fanno paura su quei piedistalli, belle e sicure, disinibite e provocanti, spesso anche disposte a strisciare tra le melme della lussuria, troppo spesso vittime della superficialità, alla folle ricerca del bello e inconsciamente del lusso, sempre meno disposte a rapportarsi con persone che non siano di un determinato stereotipo, e sempre più disposte a vendersi per una dose temporanea di felicità, in cambio del loro inestimabile valore: ESSERE DONNA.
Tanti auguri a tutte, o per lo meno a quelle che ancora sono immuni da tutta questa epidemia societaria di modelli e prototipi, a tutte quelle che non guardano i miei vestiti o il mio lavoro, a tutte quelle che ancora meritano di chiamarsi donne.
domenica 18 gennaio 2009
TRASHinatemi via.....

Dopo le festività, un lungo tunnel di nottate, fiumi di vino e kg di dolciumi, eccoci tornati sulla strada, appena immessi nel nuovo anno, catapultati subito nella routine ordinaria.
Inizia con i botti anche lo spettacolo, con performance degne di un chiaro bollino rosso: mentre la RAI, prova a trovare un buon deterrente, per il suo canone, anestetizzando i telespettatori del sabato sera con il suo "ballando con le stelle", la mediaset risponde prontamente, con una sfilza di immondizia, maleodorante di marcio e pregna di falsità, perfetta manifestazione del ruolo chiave della tv, in questo tracollo di valori nella società.
Dopo aver fatto passare l'ormai notissima (forse per i suoi meriti culturali) Belen, come la casta ed innamoratissima donna del bel Borriello, l'hanno sguinzagliata all'isola dei tardi, in un delirio di muscoli abbronzati e lucenti, ed una grave insufficienza di intelletto umano: potete ora spiegarvi certi discorsi o comportamenti da degenerati.
Dopo aver chiaramente mignotteggiato all'ombra delle telecamere, la dolce Belen, ha barattato la notorietà, cedendo il suo pudore di donna, cavalcando sulla cresta dell'onda, la stupidità della gente, diventando un idolo per molti.
Possiamo definire il suo, un momento d'oro, ma del tutto meritato: è riuscita a vendersi perfettamente in tutta la penisola, sfruttando il suo corpo mozzafiato, e facendo bella mostra del suo vuoto celebrale,caratteristica che accomuna la donna dello spettacolo di oggi.....
Mentre il gossip, asfissia l'informazione, parte il GF9, a mio avviso, uno dei programmi più offensivi e sminuenti, vero la razza umana.
Che spettacolo vedere le nuove generazioni, prendere come esempio assoluto di vita, gente come Cristina, la mora mozzafiato del GF, al secondo giorno di permanenza già pomiciata, e chiaramente disposta a sfrenati atti sessuali, affamata tanto di essere desiderata, quanto di desiderarsi, giovane, intraprendente e sfacciata, costruita sulle fondamenta della sua sensualità.
Si perchè è questa la nuova peste dei giorni nostri, l'apparire messo al posto dell'essere, tutelarsi e curarsi fuori, per marcire e morire dentro, senza valori ne principi.
Come la pagnotta o il vino, non manca mai su di una tavola italiana, cosi il trash, dilaga nella società, come un virus letale, rendendo dopo mesi di violenza psicologica, tutto questo NORMALE.
Cosi, mentre i nuovi obbiettivi da raggiungere sono un posto come velina o un trono a "uomini e donne", gli indottrina vengono su come decerebrati, ibridi all'impatto visivo, e completamente disinteressati ad un occupar un posto nel mondo.
Tempi duri per le new generation, sempre più condannati a nascere e crescere in dei loculi asettici, un pò alla matrix, indottrinati a dei standard, che smentiscono indiscutibilmente, la definizione di umano come razza superiore.
In bocca al lupo ragazzi....
mercoledì 31 dicembre 2008
CHE BESTIA DI NATALE!!!
Eccoci qua, con l'alito che sa di spumante, la pancia piena, ed i gomiti sul tavolo: mentre intorno a noi impazzano le lampadine colorate, e l'odore di panettone e canditi, dilaga nelle narici, le carte scivolano sul tavolo bruno e liscio.
Non è spiegabile l'atmosfera di una bisca natalizia, non è misurabile la goduria che si rinnova anno dopo anno, ne è possibile descrivere il microcosmo, che si instaura su quel tavolo da gioco, un intimità unica e propria del Natale.
Mentre un banco di nebbia nicotinica ci affoga, noi nn ne abbiamo abbastanza: leggendario il tiro di siga nervoso del pre-stiraggio, e quello lungo e profondo del post-stiraggio, per trovare nel tabacco la risposta al vizioso dilemma.
Piacevole tensione, mentre ci si scruta, zigzgando tra le colonne di fumo, cercando negli occhi avversari, un espressione di delusione, ottimo motivo per buttarsi a pesce sul piatto.
Che gioco la BESTIA!!! Quando guardi sconsolato le tue 2 fiches sotto i gomiti, e volgi lo sguardo a quel ben di Dio al centro del tavolo che ti tenta come un canto di sirena e tu, povero illuso, che con il tuo vano "nove secco", cedi a quella tagliente seduzione, e perdi anche i pochi risparmi rimasti.
O viveversa, quando la dea bendata siede sulle tue coscie, e ti bacia seducente, facendo materializzare oro tra le tue dita, ti senti troppo sfacciato a volte, quando vai consapevole di pagare la tua ingordigia con la bestia, e ne esci vincitore, con un altra torretta di fiches nelle tue casse.
Che gioco la BESTIA!! Quando l'ultima cosa che ti interessa è perdere o vincere, ma solo stare in compagnia di persone, che probabilmente vedrai solo in quell'occasione tutte insieme, e dare ad ognuno di loro un'etichetta da giocatori di bestia: il passettaro, quello che nn sa jocà, il suicida, il ladro, ecc...
Che bello passare nottate intere su di una sedia, per poi alzarsi dopo ore, con la sensazione di aver corso per km e scalato enormi pareti, solo per colpa dei vari alcolici ingurgitati, per tensione nervosa....
Cosi, tra bische, cazzate e confessioni di lunghe nottate, se n'è andato anche questo Natale, e con lui le fatiche di questo ultimo anno.
Tanti auguri a tutti dal sottoscritto, tanti auguri a chi ha scelto di farsi una vita come la vuole, e non come dice la società, tanti auguri a chi ha scelto facebook per conoscere e parlare, invece degli occhi e della parola, tanti auguri a chi è ufficialmente diventato membro del club "USCIREPERAPPARIRE", auguri ai soliti vecchi e inesauribili, che mi affiancano ogni anno di questi periodi, e altrettanti auguri a chi, criticato, isolato, frustrato e rabbioso, si ostina a farsi odiare di più e auguroni a tutti i suoi seguaci.
Auguri allo stupido alternativo, che guarda il tutto dalla sua brandina isolata....
venerdì 19 dicembre 2008
LEONI FERITI

Sapevamo sarebbe stata una battaglia in terra nemica, sapevamo che il percorso verso la vittoria sarebbe stato duro e minato, ogni passo, ogni respiro fatto nel giorno di oggi, esisteva solo per quella sera, ogni pensiero nasceva dall'ambiente, e moriva su quella sera: ed ora, su quel campo freddo, saremmo nati e morti in una sola ora: PALLA AL CENTRO.
Mario Mazza, VOTO 6,5: un altra dimostrazione che il classico non tradisce mai, torna sul suo trono, e s
i allaccia le cinture, concentrato.Si muove bene tra i tanto amati legni, rilancia bene e sbraita contro i suoi, rabbioso e fiero, ma si fa sorprendere, azzardando un uscita sull'avversario defilatissimo.
Un errore ci può stare, il vecchio padrone di porta è tornato a casa, e tutti già sono più tranquilli.
TORNA A CASA LESSI
Americo Attili
, VOTO 5: sicuramente il titolo da ing, acquisito nei giorni passati, lo ha scosso e forse stancato, probabilmente la vita di coppia si fa sentire, ma stasera, nelle sue scarpette c'era una statica e lenta figura, che si dondolava sull fascia, con sterili attacchi e sufficienti recuperi.Non malaccio la sua partita, ma l'ingenier Attili, ce lo ricordiamo un osso più duro.
SPETTATORE NON PAGANTE.
Nicola Torq
uati, VOTO 7: è una bomba ad orologeria, impugna il laser, e polverizza ogni caviglia si aggiri dalle sue parti sradicando palloni, come radici dal cemento; il tendine dolorante pulsa, cosi come la sua adrenalina nelle vene, mentre realizza la frustata dal dischetto, e si volta con un espressione tipo "Urlo di munch".Mesto e umile, adagia il deretano in panca, con un sorriso da professionista....
DOGANAIO
Simone Di Vie
rcio, VOTO 6: il boom della scorsa settimana, lo ha svuotato come un sacco, scaricando le sue duracell, e costringendolo ad un gioco a sprazzi.Fa il suo come sempre, ma non si dona del tutto ai suoi, facendo scorrere un gioco semplice e senza troppe pretese.
SOTTOTONO

Agostino Stamp, VOTO 6: la gioventù da i suoi frutti, e la squadra ne raccoglie i suoi frutti.
Gioca poco, ma svolge le sue mansioni, uscendo rabbioso e motivato.
SEME PREZIOSO

Simone Traini, voto 6,5: come sempre, il suo ingresso sconvolge tutto, le difese sorprese e sfondate, ma anche la sua squadra, che con le sue sgaloppate, è ferita nel fianco.
Un bell'acquisto, da ritoccare, ma confermato.
ALLODOLA DA PICCHIATA
Cristhian S
imone, S.V.: il suo colore pallido, e le sue borse profonde, lo accostano più a johnny Depp in "Edward mani di forbice", nn è capace di affondare la fascia, tanto meno, di calciare il pallone: un'anima persa, tra le nebbie anconetane.LUSSURIOSO
Denny paol
ini, VOTO 6,5: lavora con i gomiti e con i fianchi, trova lo spiraglio giusto, aspettando la pennellata svelatrice del Pierga: è padrone degli spazzi, ma girandosi bene, mandando l'avversario per le campagne, manca l'aggancio con un tocco sporco della scarpa, con le lacrime tra i denti.Procura da veterano, un rigore dalle mille geometrie, quindi un goal prezioso come seta.
UTILE
Giovanni Butterin, VOTO 7: fa ancora centro, con una rete che strozza gli avversari, che cadono come fichi s
ecchi, mentre avanza e calpesta.Non gioca moltissimo, ma quanto serve, per dare un passo pesante ma efficace alla squadra.
MONTONE
Harold F
elipe Quiceno, VOTO 4: una scure al collo la sua prestazione. La sua entrata porta ad un gioco più duro, spesso efficace ed utile, ma che volge in contrasti violenti e sgambetti traditori.Giunge al patibolo, quando nel secondo, molesta l'avversario, buttandosi a terra, in un tuffo da controfigura, spremendo la riserva della pazienza dei suoi, che rabbiosi scuotono la testa.
RECIDIVO
Alessio Piergallini, VOTO 7: inizio affidabile come sempre, tiene alta la squadra da profondità e incisi
vità ad essa. Non perde mai il controllo dei nervi neanche quando il suo compagno Quiceno perde la testa e compromette la partita. Segna 3 gol fondametali per l'economia della squadra ma non bastano.BOMBER (NICOLA TORQUATI)
Alessio Piergallini(il polemico), VOTO 7,5 : L'aveva detto "oh De...! Oggi segno!". Subito, istantanea la risposta con un gol all'avvio, tiene bene i gomiti all'altezza delle giugulari dei difensori tenendoli a freno. Quando entra il Paolini è il delirio.....servendogli un paio di palloni d'oro. Continua la goleada con altri due gol. Nel secondo i suoi polmoni ricchi di catrame si fanno sentire e si rende complice del pareggio avversario.
QUASI PERFETTO (DENNY PAOLINI).
Tutto rimandato a Gennaio....
mercoledì 26 novembre 2008
DESERTO

Sapete, io non ho mai visto un deserto, non ho mai camminato sulle sue coperte roventi e focose di giorno, e oscure e gelide di notte.
Scrutare il suo orizzonte, respirare i suoi aliti, ed ansimare innanzi alla sua maestosità, piatta e luminosa, un abbraccio di desolazione ed un grido straziante di silenzio, interrotto solo dal fischio del vento, cocchiere esperto, ed architetto instancabile di queste terre.
Cosi lo immagino, un'emozione forte, l'eco nell'anima, un sospiro infinito di libertà, grande quasi quanto la solitudine, che dimora tra queste sabbie.
Di tanto in tanto, ognuno di noi vaga per i propri deserti interiori, dove il vento è violento, la sabbia un turbine ed il sole più lontano che mai.
Quante volte ci sentiamo soli, non capiti, stanchi di vestire i panni della diplomazia, di camminare a braccetto con la tolleranza e di distribuire falsi ammiccamenti.
Quante volte le nostre braccia cedono, nel tirare le redini della pazienza, quando sai che la cosa migliore sarebbe filare dritto per la tua strada: nell'ufficio la sera prima di tornare a casa, nel tepore delle coperte o dopo un pomeriggio di studio solitario lungo i marciapiedi lucenti e malinconici, lui è sempre li, pronto ad asciugarti dentro, ad accecarti col le sue sabbie dorate, e mentre l'inverno abbraccia la sera, ti domandi quand'è che sono cambiate le cose, come si è arrivati a non sentire una voce amica per oltre 3 settimane, come è facile imbarcarsi e lasciare tutto a terra, quando a terra ti accorgi di avere davvero poco.
Quando il cammino era troppo duro, e le dune troppo aspre, le tue colonne, i tatuaggi indelebili della tua giovinezza, i tuoi amici più cari, erano li, a tirarti su la testa.
Giorno per giorno, passano velocissime facce e sorrisi, si sfiorano conoscenze e, più raramente, si coltivano amicizie, passano le donne (e quelle lasciano il segno), e cosi i libri, i le ore di studio e di svago; ma li, su quel tappeto di sabbia, nel suo silenzio assordante, torna a bruciare la pelle, nel ricordo o forse nell'abbaglio, di chi è stato sempre per te un bastone, ed ora non è altro che vento.
Ok, sarò un malato, imparanoiato o quello che volete, ma tutti e dico tutti, abbiamo dei momenti in cui la ragione, lascia il posto all'istinto, dei momenti in cui il cervello non è razionalità ma anima, e ci rendiamo conto, che le persone vere, quelle che contano, sono poche, e a volte rischiamo di perderle.
Se mi giro, nella desolazione del mio deserto, vedo solo fantasmi di sabbia e lontane figure, che piano piano mi stanno mollando, intimoriti dalle intemperie del mio io.
Io, la sabbia, ed il vento: ma arriverò lo stesso, e lo farò da solo.
sabato 8 novembre 2008
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